Sgabello, ma anche tavolino basso o, perché no, comodino: Velaskello è l’arredo zero waste (tra poco ti spiego perché) che si è appena aggiunto alla nostra collezione di famiglia di oggetti di design.

Entrato trionfalmente in casa dalla porta principale, come regalo di compleanno, è appunto diventato l’azzeccatissimo comodino tono su tono della nostra camera da letto “blu” padronale.

Come ogni prodotto con tutte le carte in regola per diventare un’icona, Velaskello ha una bella storia da raccontare.

Non continuare a leggere, se temi di allungare la tua wishlist con un nuovo oggetto del desiderio: Velaskello, sappillo, entrerà anche nella tua top 10 😉!

Velaskello di SuperForma
Velaskello è stampato in 3D riutilizzando gli scarti di altri oggetti in PLA (una bioplastica) realizzati sempre con stampa 3D. Il perché del nome Velaskello è facilmente intuibile vista la sua forma, ispirata alla Torre Velasca, uno dei grattacieli simbolo di Milano.

Velaskello nasce nel 2020 dalla fucina creativa di SuperForma, uno studio di design di Milano specializzato nella produzione digitale. Ecco com’è nata l’idea direttamente dalla viva voce di Mattia Ciurnelli, socio e fondatore, e Andrea Elena Febres Medina, altra socia di SuperForma: «Durante il lockdown abbiamo cercato una soluzione per utilizzare i tanti chili di scarti in PLA che avevamo accumulato soprattutto dopo due grandi installazioni del 2019, “Conifera“, durante il Fuorisalone a Milano, e “Pixel Gate” per il festival di sport e intrattenimento di Diriyah nella capitale saudita a Riyad».


«Il PLA – spiegano sempre Mattia e Andrea Elena di SuperForma – è un materiale di origine vegetale e compostabile, ma sotto determinati spessori che non sono quelli della stampa 3D. Conferirlo nella plastica non andrebbe bene, nell’umido nemmeno e in discarica non lo accettano. Finisce quindi incenerito, ed è un peccato. Dopo aver trovato un modo per recuperarlo, tritandolo e ristampando direttamente con i granuli di PLA, abbiamo deciso di creare Velaskello».

Sgabello a forma di Torre Velasca
Durante il lockdown, Mattia si recava in bicicletta al lavoro passando quotidianamente da piazza Duomo sotto la Torre Velasca. Un simbolo di speranza nella Milano deserta di quel periodo che gli è rimasto nel cuore.

Il nome scelto per il complemento d’arredo è quindi una crasi simpatica tra la Torre Velasca e lo sgabello, con l’aggiunta della licenza poetica di una “k” al posto della “c”.

Design con stampa 3D zero waste
Velaskello nasce quindi da scarti che arrivano nello studio di SuperForma dove vengono divisi per colore, tritati, setacciati e rimessi in stampa. Per questo ogni Velaskello è un pezzo unico. Sfumature e tonalità finale dello sgabello derivano dal colore degli scarti inviati dai partner della rete di riciclo e recupero. Le imperfezioni e le venature che caratterizzano la superficie di Velaskello sono la firma di un processo produttivo artigianale e sostenibile.

«Stampiamo a granulo – spiegano Mattia e Andrea Elena – quindi a partire da pellet di plastica. Ogni tanto aggiungiamo del colorante per avere specifici colori di Velaskello, ma la prassi è usare il colore degli scarti. La stampa richiede 8 ore, più o meno 7 kg di materiale. È un prodotto zerowaste, progettato per non aver bisogno di supporti di stampa e ideato appositamente per questo processo produttivo».

«Dopo aver realizzato Velaskello – aggiungono – abbiamo cercato di ampliare il nostro apporto alla “causa” del riciclo del PLA creando una rete di collaborazione con università (Politecnico di Milano, NABA, Domus Academy), altri studi di architettura e design, scuole, privati. Ci portano i loro scarti e noi li ricicliamo».
Al termine della sua vita da sgabello, Velaskello stesso potrà essere riciclato e riutilizzato come materiale di partenza per stampare altri nuovi oggetti.
Velaskello: sgabello e non solo
Nasce come sgabello, per questo la struttura di Velaskello risulta solida. Ma si adatta a vari utilizzi, trasformandosi in comodino (come a casa nostra!), tavolino basso per ospitare una lampada, dei libri.

Ottimo anche come elemento decorativo tout court, un’alzata per piante, e, rimanendo in tema botanico, se si ha l’ardire di capovolgerlo, diventa pure un vaso o un portaombrelli.

Personalmente, avevo iniziato da qualche anno ad adocchiare Velaskello nelle riviste di arredo e alle manifestazioni di design, come al Salone e al Fuorisalone di Milano o al Salone dell’Alto Artigianato di Venezia. Entrato nella lista dei miei desideri, in occasione di un compleanno, ho deciso di regalarlo al mio compagno come comodino.

Contattato lo studio di SuperForma, ne è nata poi una collaborazione che mi ha permesso di approfondire e raccontarti anche l’interessante storia che c’è dietro a questo prodotto di design.

Velaskello in versione “graffiti”
Il prezzo è accessibile: da 320 euro per il Velaskello in pronta consegna, 370 euro per il colore a scelta personalizzato, a 380 euro per la limited edition “Vela G“.

Dalla collaborazione con Graffiti Milano è nata infatti anche la linea di Velaskello firmata da due street artist: Waro e DaliG. Gli sgabelli stampati in 3D sono stati arricchiti dai tratti nervosi e armonici di spray e marker.

SuperForma
Non solo Velaskello. Mattia e Andrea si occupano di stampa 3D in grande formato, stampano anche l’argilla, scansionano in 3D e fanno formazione universitaria e professionale.

«Non realizziamo solo progetti già pensati dai clienti, ma progettiamo insieme a loro o per loro – spiegano – oltre che per noi. Ci stiamo concentrando tanto sulla scansione in 3D e su allestimenti sostenibili dato che viviamo Milano e la sua poetica delle “week”. Ci siamo resi conto che la design week, la fashion week, la digital week ecc… sono occasioni per impiegare i nostri materiali e usare allestimenti che possono essere recuperati interamente».

Ti ho contagiato? Velaskello è entrato di diritto nella tua lista dei desiderata? Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti!
(Post in collaborazione con SuperForma)





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