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Sali con me sul rooftop della Torre Velasca a Milano nella secret teahouse

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Ci sono esperienze che sembrano cucite addosso. La secret teahouse di CROMO sul rooftop della Torre Velasca durante la Milano Design Week 2026 ha rappresentato per me esattamente questo. Una sorta di allineamento fortuito di pianeti.

Un appuntamento, tra i centinaia del Fuorisalone, che stava per sfuggirmi e di cui mi sono accorta giusta in tempo per registrarmi all’anteprima per la stampa.

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La chiave inviata per accedere all’evento

L’evento ha unito due miei interessi personali: la recente curiosità verso la cultura orientale del tè “vero” – lontanissimo dalle bustine industriali del supermercato – e il desiderio, che coltivavo da anni, di salire sulla Torre Velasca, uno degli edifici più iconici ma anche off limits di Milano.

In questo nuovo articolo ti porto lassù con me al 25esimo piano e ti racconto com’è andata.

https://youtu.be/Zosg2g19AjA

Salire sulla Torre Velasca: un’occasione rarissima

A Milano, la Torre Velasca non è semplicemente un grattacielo. È il simbolo di un’idea di modernità diversa da quella dei modelli in vetro e acciaio che dominavano il dopoguerra.

Progettata dallo studio BBPR e inaugurata nel 1958, presenta una silhouette a sbalzo che strizza l’occhio alle torri medievali. Una forma originale quanto divisiva, che negli anni le è valsa anche il soprannome, non proprio benevolo, di “fungo con le bretelle”.

Piaccia o meno, è diventata un’icona dello skyline milanese, al punto da continuare a ispirare anche le nuove generazioni di designer, come ti avevo già raccontato parlando di Velaskello: lo sgabello realizzato in stampa 3D dallo studio SuperForma a partire da materiali di scarto.

Di recente la Torre Velasca è stata completamente restaurata e riportata al centro della scena milanese. Oggi, al suo interno trovano spazio non soltanto uffici e residenze private come in origine, ma anche ristoranti, un centro benessere, negozi, appartamenti e suite su prenotazione e un club esclusivo.

Ecco perché l’apertura eccezionale al pubblico, per soli 3 giorni, del 25° piano della Torre, quello con terrazza panoramica affacciata sul Duomo, ha reso la teahouse temporanea di CROMO uno degli appuntamenti più desiderati dell’ultimo Fuorisalone.

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Ecco come appare oggi la terrazza al 25° piano della Torre Velasca. L’evento organizzato da CROMO meritava anche solo per l’occasione rarissima di visitarla

Uno di quei place-to-be per cui bastava una semplice registrazione online gratuita… ammesso di riuscire a trovare ancora posto.

Sul rooftop della Torre Velasca una teahouse temporanea

Durante una settimana fatta di troppi eventi, code e sovrastimolazione continua, la Secret Teahouse ideata da CROMO ha proposto un provvidenziale rallentamento del ritmo. Il contrasto con una Milano che corre veloce è stato il punto forte dell’esperienza, unito alla prospettiva unica di una vista mozzafiato.

L’accesso avveniva dal lato posteriore dell’edificio, accentuando la natura quasi clandestina dell’evento. Poi l’ascensore e l’arrivo diretto al 25° piano, dove la città spariva improvvisamente lasciando spazio a un ambiente sospeso, ovattato, quasi rarefatto.

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Gente in coda dall’ingresso posteriore della Torre, per accedere all’evento di CROMO, location tra le più esclusive della recente MDW

L’allestimento era volutamente essenziale. Minimalista, contemporaneo, senza eccessi scenografici, per lasciare che l’attenzione si concentrasse sul rituale del tè e sulla relazione con lo spazio. Al centro della stanza trovava posto una tenda assemblata come un ponteggio, con tubi e giunti in metallo cromato e teli di colore argento. Una forma ispirata alle capanne della tradizione vietnamita, reinterpretate con materiali moderni e superfici riflettenti che catturavano luce e skyline.

All’esterno un semplice bancone di servizio cromato per lasciare tutta la scena al terrazzo con vista sulla Madonnina e, sullo sfondo, lo skyline di Porta Nuova e CityLife.

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La spettacolare vista sulla Madonnina dalla terrazza panoramica del 25° piano della Torre Velasca

Il mio incontro recente con la vera cultura del tè

Questa esperienza si è intrecciata perfettamente con un percorso che ho iniziato da poco ma che sento già molto mio ed è il motivo per cui, oltre che la location, ad attirarmi è stata l’idea stessa del progetto di CROMO che poi ti racconto.

Negli ultimi mesi mi sono infatti avvicinata alla cultura del tè grazie a un’appassionata professionista come Nicoletta Tul de La Finestra sul Tè. Nel suo accogliente negozio a Padova, la mia città, ho iniziato a scoprire un mondo completamente diverso da quello a cui siamo abituati.

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Eccomi durante una degustazione guidata da Nicoletta nel suo negozio La finestra sul tè, pronta a preparare il mio primo tè matcha

Non più infusioni veloci, ma lenti e consapevoli rituali a cui concedere il giusto tempo.

Ecco quindi come è avvenuta la mia iniziazione ai tè verdi, matcha, oolong, a conoscere temperature, strumenti, porcellane, rituali, tempi di infusione, a capire differenze, origini, preparazioni.

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I primi “pezzi” entrati nella mia personale collezione per praparare e degustare il tè verde selezionato da Nicoletta

Ho iniziato nel frattempo ad allestire in casa il mio piccolo santuario dedicato a questo nuovo rituale, con tutto il necessario per regalarmi una coccola quotidiana o da condividere con i miei ospiti. Tazze, accessori e i primi tè consigliati da Nicoletta, che seleziona personalmente durante i suoi ripetuti viaggi (2-3 all’anno) alla scoperta di piccole produzioni artigianali in Asia.

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Quanto sono adorabili queste tazzine? La ricercatezza di oggetti e accessori per preparare e servire il tè fa parte della ritualità stessa

In questo percorso, il matcha è stato una tra le scoperte più interessanti, tra degustazioni guidate e un kit arrivato direttamente dal Giappone, regalo per il mio ultimo compleanno di una cara amica.

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Il kit per la preparazione del tè matcha che una mia carissima amica mi ha regalato direttamente dal Giappone per il mio ultimo compleanno

Arrivare alla secret teahouse con questo bagaglio recente ha reso l’esperienza con CROMO ancora più significativa.

Il concept di CROMO: un tè contemporaneo

CROMO Tea è un progetto milanese appena nato ma con un respiro internazionale, ideato dai co-fondatori dello studio creativo Objects Are By: Phil America, artista californiano, e Jenny D. Pham, di origini tedesche, ex dirigente del settore moda per brand come Versace e Adidas Originals.

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Jenny D. Pham e Phil America, fondatori di CROMO Tea

CROMO contamina il rituale orientale del tè reinterpretandolo in chiave contemporanea, come punto d’incontro tra wellness, design, architettura e cultura urbana. Il risultato sono esperienze itineranti in luoghi inaspettati della città.

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Preparazione e servizio del tè verde alla mente Cyborg Beauty all’interno della teahouse nomade

Difficile immaginare un debutto migliore di questo rooftop sospeso sopra Milano, con il Duomo davanti agli occhi e una tazza di tè tra le mani.

«Il tè è un alimento che da secoli contribuisce alla salute e alla vitalità – spiegano Phil e Jenny – Le nostre miscele valorizzano i tè puri in foglia provenienti da piccole coltivazioni tra Giappone, Cina e Kenya, talvolta abbinati ad adattogeni e superfood. Il risultato è una nuova generazione di tè per la longevità che favoriscono la concentrazione, la digestione, l’energia e la calma, pensati per diventare un rituale quotidiano nella vita moderna».

I tè di CROMO non hanno nomi descrittivi o tecnici: si chiamano Cyborg Beauty, Jade Priestess, Alien Sunrise. Più che evocare un aroma, suggeriscono un’immagine, un’atmosfera.

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Alcuni dei tè attualmente proposti da CROMO (tra matcha, green, black, pu’er, chai, herbal blend)

Ed è proprio qui che il progetto si distingue da una classica tea house.

La degustazione: tè verde e matcha con vista Duomo

Durante la mia visita ho assaggiato due delle proposte simbolo del brand.

La prima è stata Cyborg Beauty, un tè verde alla menta in stile marocchino a base di gunpowder green tea (caratterizzato da una lavorazione dove le foglie vengono arrotolate in piccole sfere) e menta marocchina. Il risultato è un tè fresco, pulito, servito a una temperatura appena tiepida che ho trovato perfetta per percepirne meglio profumi e note vegetali.

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“Cyborg Beauty” è una delle proposte di CROMO degustate durante la MDW 2026

L’assaggio avveniva all’interno della “Nomadic Teahouse“, la tenda centrale, in una modalità molto rilassata e informale: non una vera e propria cerimonia tradizionale, ma un momento introduttivo pensato per avvicinare anche un neofita alla degustazione consapevole del tè.

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La prima degustazione all’interno della teahouse nomade, ispirata alle capanne vietnamite

Successivamente mi sono spostata sulla terrazza panoramica dove è stato allestito un “Mini Matcha bar” per servire un Double Tea Matcha Latte preparato con tè matcha Jade Priestess (il top di gamma proposto da CROMO), tè verde al gelsomino, latte d’avena Oatly, sciroppo d’agave e cubetti di ghiaccio.

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La preparazione del Double Tea Matcha Latte

Ho sgranato gli occhi alla vista del frullino elettrico al posto del tradizionale chasen in bambù per emulsionare la polvere di matcha con l’acqua. Ma gliel’ho perdonato: sicuramente più pratico allo scopo della preparazione di centinaia di matcha in poche ore e stilisticamente anche più en pendant con il bancone minimal in acciaio utilizzato per il servizio fuori sul terrazzo. Concessa con queste premesse la licenza poetica di tradire il chasen, rimango una purista e per la preparazione del matcha continuo a preferire il frullino a mano in bambù.

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Avrei preferito il tradizionale chasen in bambù, ma il frullino elettrico ha sicuramente risparmiato più di qualche tunnel carpale agli addetti alla preparazione del matcha

Ho fatto inoltre la “rompina” e chiesto che nel mio bicchiere aggiungessero pochissimo sciroppo d’agave, in quanto solitamente non bevo bevande dolcificate (non per problemi di dieta, ma per preferenza di gusto). Devo dire che, dopo aver assaggiato finora solo il tè matcha in purezza, ero alquanto titubante, ma questa bevanda fresca, cremosa, profumata, dove ho comunque ritrovato l’umami tipico del matcha, mi ha soddisfatta.

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Pronta a degustare il mio Double Tea Matcha Latte con vista mozzafiato su Milano

E probabilmente è proprio questa la sintesi migliore di CROMO: prendere un rito antico e tradurlo in qualcosa di estremamente contemporaneo, accessibile e vicino ai ritmi della vita urbana di oggi.

Se cerchi un’esperienza più aderente alla tradizione, CROMO non è la teahouse che fa per te.

Per quanto mi riguarda, rimango più affascinata dal cerimoniale e dall’oggettistica fedele alle origini, ma ho assolutamente apprezzato questa versione decisamente underground nello stile… anche se a 100 metri di altezza!

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L’evento CROMO con vista Duomo e lo skyline di Porta Nuova e CityLife sullo sfondo

Nuovi pop-up e una sede permanente per CROMO Tea

La sala da tè nomade di CROMO tornerà con una serie di pop-up ed esperienze in spazi inaspettati, in attesa dell’apertura della sede permanente a Milano entro la fine dell’anno.

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Il tè è pronto da degustare!

E tu, sei stato tra i pochi che sono riusciti a registrarsi per partecipare all’evento? O magari avresti tanto voluto ma non ci sei riuscito? Sei anche tu un cultore del tè? Cosa pensi di questa interpretazione in chiave contemporanea proposta da CROMO? Fammelo sapere nei commenti!

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