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Portariviste di design Kartell: un’icona vintage contemporanea

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Siete appassionati di modernariato vintage e vi piacerebbe iniziare a collezionare utili cult della storia del design? Perché non prendere l’abbrivio dal portariviste Kartell, disegnato da Giotto (Nomen omen) Stoppino agli inizi degli anni Settanta e divenuto un’icona senza tempo. Prezzo accessibile e linee “pulite” più che attuali: si adatta sia agli interni di case classiche che contemporanee. Un oggetto di design passepartout. A me ricorda molto, sul lato stretto, un organo a canne.

Da qualche tempo ero alla ricerca di un portariviste. L’accumulo di mensili sul ripiano della cucina aveva iniziato a diventare imbarazzante e troppo disordinato per avere anche solo una parvenza di studiato elemento di décor in chiave radical chic. Il colpo di fortuna arriva un sabato pomeriggio in un mercatino dell’usato dove, tra polverosi mobili e suppellettili senza pregio, mi cade l’occhio su quello che per me rappresenta da sempre “il” portariviste. L’oggetto dei miei desideri, ad un prezzo abbordabile (non vi dico quanto l’ho pagato per non farvi rosicare 😜), nella versione più capiente a 6 tasche e nella tonalità bianco avorio perfetta per la palette della nostra zona lettura in cucina. Non potevo che acquistarlo!

Portariviste Kartell 4675 design Giotto Stoppino

Il portariviste 4675 è stato disegnato nel 1971 da Giotto Stoppino per Kartell, azienda milanese simbolo del design Made in Italy, fondata nel 1949 dall’ingegnere chimico Giulio Castelli. La produzione è iniziata l’anno successivo, nel 1972 e, da allora, non si è più fermata, arrivando ai giorni nostri, pur con delle modifiche. Sono variate tecniche, materiale di produzione, nonché i colori proposti. Ma il design dell’oggetto cult è rimasto inalterato.

Versione vintage: caratteristiche tecniche

Il portariviste e portagiornali dei primi anni ’70 e ’80 è formato da due elementi identici stampati in ABS a iniezione. Ogni elemento è composto da due o tre tasche uguali, ma sfalsate in altezza, in modo da lasciare visibile la parte superiore delle riviste, dove generalmente sono stampati i titoli.

L’unione delle due parti è realizzata mediante un elemento a vite, circolare e vuoto nell’interno, che serve anche da maniglia per sollevare il portariviste. Il fatto che il pezzo finito sia composto di due parti identiche riduce a metà il costo degli stampi e permette di diminuire il prezzo di vendita al pubblico.

Messo in produzione all’inizio degli anni Settanta, in uno dei momenti alti di sviluppo della cultura di massa in Italia, è un oggetto che segna e accompagna – anche simbolicamente – i processi di democratizzazione culturale in atto.

100 oggetti del design italiano (Collezione Permanente del Design Italiano, La Triennale di Milano, 2012)

Versione contemporanea: cos’è cambiato

Il design rimarrà per sempre lo stesso ma, nel 1987, Kartell decise di realizzare il portariviste in un solo elemento.

Considerando anche l’invecchiamento dello stampo originario, l’azienda ottimizzò così i costi di produzione che in precedenza prevedevano l’intervento manuale per l’accostamento dei due pezzi identici e l’applicazione della maniglia.

100 OGGETTI DEL DESIGN ITALIANO (COLLEZIONE PERMANENTE DEL DESIGN ITALIANO, LA TRIENNALE DI MILANO, 2012)

Cambierà anche il materiale impiegato: PMMA (polimetilmetacrilato). Una plastica particolarmente resistente agli urti e agli agenti atmosferici. E variano anche i colori in catalogo. Oggi si può scegliere tra gli opalini fumè e il classico rosso aranciato, il totalmente trasparente e il silver, in finitura coprente.

Infine, al momento si trova in commercio solo la versione con 4 tasche. Quella a 6 è fuori produzione!

Icona di Kartell per l’interior design

La forma è essenziale e decisamente pratica. Il portariviste 4675 di Kartell è un accessorio che può essere collocato agevolmente in ogni ambiente. Un classico del design che si sposa con gli spazi domestici come con quelli pubblici, uffici, negozi, sale di attesa.

Riviste e giornali possono essere riposti in una delle sue 4 ampie e capienti tasche nelle ultime versioni, ben 6 in quelle più datate. Nella parte centrale è alloggiata una maniglia che ne facilita la presa.

Dove acquistare il portariviste 4675 Stoppino di Kartell

Se preferite una versione vintage dell’iconico portariviste della Kartell, oltre che girare per mercatini dell’usato e modernariato, vi conviene navigare online tra gli innumerevoli portali dedicati alla compravendita di oggetti usati (da Subito a eBay), nonché su quelli dedicati al settore vintage (ma più sconsigliabili per fare affari, almeno da evitare Pamono dove, in questo caso, i prezzi risultano anche decuplicati!). Con un budget tra i 50 e i 100 euro circa, in base alle condizioni e al modello (4/6 tasche e colorazioni) dovreste riuscire ad accaparrarvene uno.

Se invece non trovate nulla che vi soddisfi dal mercato di seconda mano o comunque preferite le versioni più recenti dell’intramontabile portariviste disegnato da Stoppino, potrete acquistarlo sia nei negozi fisici (dai flagship store della Kartell ad altri rivenditori ufficiali del marchio) nonché negli shop online della stessa azienda milanese che di altri portali specializzati in arredo e complementi di design (dal generico Amazon, su Sediarreda, MadeInDesign). Per un portariviste Kartell design by Giotto stoppino nuovo il prezzo attuale è di 122 euro.

Come pulire il portariviste in plastica: consigli pratici

Sia che questo accessorio faccia parte da anni della vostra privata collezione di oggetti di design o che lo abbiate appena acquistato usato e necessiti di una rinfrescatina, vediamo come è meglio procedere.

Torno quindi alla mia personale esperienza. Il consiglio per la manutenzione ordinaria di oggetti in materiali plastici come questo portariviste è di utilizzare un panno morbido in microfibra, acqua e detersivi come quello per i piatti, evitando prodotti più aggressivi, acidi, che potrebbero comprometterne la superficie, opacizzandola.

Nel caso invece di interventi di manutenzione straordinaria, come la presenza di graffi superficiali, può essere valutato l’utilizzo di un po’ di detersivo Cif in crema (quello che ho fatto io, con successo), sempre accompagnato da un panno morbido per evitare di peggiorare il danno (fate una prova prima su un punto interno delle tasche per valutare l’effetto), oppure l’impiego di prodotti usati sulle carrozzerie dei veicoli, come il Polish, in particolare per le versioni trasparenti del portariviste.

Come far durare più a lungo il portariviste

Per allungarne la vita, o perlomeno evitare che si rovini facilmente, consiglio di posizionare sulla base della struttura del portariviste dei feltrini adesivi, che proteggeranno sia l’accessorio che i pavimenti da eventuali segni di sfregamento. Il mio, essendo usato, già presentava delle strisciate, a maggior ragione li ho posizionati ai quattro angoli, per preservarne la longevità.

Qual è il vostro oggetto di design preferito, il primo che avete acquistato o il prossimo che vorreste aggiungere alla collezione? Condividete la vostra passione per il design contemporaneo o di modernariato con un commento.

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