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Pavimento in cementine: home tour nella casa iper décor di Serena

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Da circa un lustro le cementine sono tornate di grande attualità per decorare casa con carattere fin dal pavimento. Ci sono cascata dentro in pieno anch’io in questo revival e infatti, per le mattonelle in cucina, ho scelto proprio loro.

Da quando ho aperto il blog di CasaConSvista ho iniziato a conoscere altri appassionati come me di interior design e styling e ho fatto un incontro speciale. “E tanti fiori di lillà” è il nome del suo profilo su Instagram. Così ho conosciuto all’inizio Serena, di cui solo dopo qualche mese ho appreso anche il nome reale (sui social spesso funziona così!).

Oltre alle originali soluzioni decorative presenti nella sua casa, a conquistarmi come un colpo di fulmine è stata fin da subito la varietà di cementine che anima ogni stanza.

Ecco perché, per parlare di questo rivestimento tornato di tendenza negli ultimi anni, ho pensato di andare a farci un home tour proprio da Serena, nella sua casa, nel suo mondo. Pronti a lasciarci contaminare dal suo gusto iper-decorativo mai esagerato e sempre curato, a caccia come sempre di utili ispirazioni per i nostri progetti da arredatori autodidatti.

Cementine antiche e moderne: storia, materiali e differenze

Attenzione, non tutte le cementine attualmente in commercio sono uguali.

  1. Ci sono quelle antiche, recuperate dalle dimore tra ‘800 e ‘900.
  2. Quelle nuove, ma prodotte con i materiali e la tecnica originaria artigianale.
  3. E quelle “moderne”, che con le altre hanno in comune l’estetica, ma prodotte industrialmente in serie con un materiale diverso, di solito il gres porcellanato.

Le piastrelle del mio pavimento in cucina sono per l’appunto di questo ultimo tipo.

Dicevo che a fare da legame tra le epoche sono i pattern: eleganti, classici (pensiamo alle greche), floreali, geometrici o quasi optical. Nonché il formato: esagonali oppure quadrate cm 20×20 o cm 25×25.

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Serena ha 45 anni, è sposata con Max, con cui vive ad Avezzano (Aq), assieme a 5 gatti e un cane. Ha avuto due attività commerciali: una col padre, di progettazione e vendita di scale d’arredo, infissi e parquet, l’altra una boutique di borse ed accessori. Se la prima, più “tecnica”, l’ha introdotta nel mondo dell’interior design, è la seconda, più “fantasiosa”, che Serena ha sempre sentito più affine alla sua inclinazione.

Amo scrivere, leggere, creare, a volte disegnare, ripristinare, riadattare, immaginare, sporcarmi le mani di vernice. Faccio un po’ di tutto, senza far nulla bene, probabilmente.

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Serena si presenta su Instagram con il nome di “e tanti fiori di lillà“. Evocativo, è un rimando all’infanzia, la rappresentazione di un sogno, di bellezza, di colori. 

Perché ho sempre voluto vivere in quella casetta, quella lì, quella in Canadà.

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Scorcio della zona sofà del soggiorno di Serena con carrello-coffee table


L’esordio su Instagram un anno fa, con l’intento di documentare con immagini e parole la trasformazione della casa paterna del marito nella loro nuova abitazione. Costruita sul finire degli anni ’20 del secolo scorso, dopo un terremoto che fu devastante, è in cemento armato e pietra, con mura spesse e pareti tutte portanti.

«Non abbiamo potuto fare nessun intervento significativo – racconta Serena – onde evitare che la struttura si indebolisse, tant’è che il salottino è stanza di passaggio per le camere, la porta del bagno è decentrata, ed il bagno, appunto, è uno solo e non ho potuto creare una stanza armadio. Ma sono felice così, con tutte queste piccole grandi autentiche imperfezioni!».

«E con tutte queste “sviste”, avrei potuto scegliere il parquet. Stavo scegliendo il parquet, scelta più facile, lineare, pulita. Poi, un giorno, nel caos di una casa scoperchiata, mi sono seduta a terra, su un vecchio materasso, nella polvere, tra pareti spoglie su cui restava l’ombra di un qualcosa che ormai non c’era più. Vecchi quadri, stampe brutte, orologi. Ho guardato a terra, il pavimento tipico delle barbarie anni 60, ogni stanza un orrore.

E in quel momento, tra sfacelo e rinascita, lei, casa, mi ha parlato. Ho visto quel che c’era prima, prima degli anni ’60, e molto prima della guerra, quando è stata costruita. E c’erano marmette e cementine, per ogni stanza, e quelle sì che le rendevano giustizia. Lei era questo, semplicemente. Una casa vecchia, con una storia. Ed ecco qui che il legno ha lasciato posto al cemento colorato. Imperfetto, ma vero, ogni stanza un colore, un motivo, una storia. Rispettoso di un’identità».

Scegliere le cementine tra colori e disegni, non sempre è facile. Quelle di Serena sono diverse per ogni stanza. «Alcune a porte aperte cozzano – confida – Questa è l’altra svista e non svista, nel senso che una volta nelle case umili dove c’erano le cementine, esisteva proprio un contrasto forte quasi kitsch tra un pavimento e l’altro. E in qualche maniera abbiamo pensato che fosse giusto ricrearlo così».

C’era una volta la cementina

Le cementine si sono diffuse come rivestimenti per pavimenti a cavallo tra i due secoli scorsi, durante il periodo Liberty di cui richiamano molto le grafiche. Sono figlie del loro tempo: una soluzione decorativa alla portata anche della nuova classe borghese, e successivamente estesasi a classi più popolari, che non potevano permettersi tappeti o rivestimenti più costosi come il terrazzo alla veneziana in voga nelle case nobiliari.

La casa di Serena, ve l’avevo anticipato, non è pazzesca solo per le cementine. A renderla unica e stupefacente è la maestria con cui ha saputo mixare sempre con molto stile oggetti di recupero acquistati nei mercati delle pulci e rinnovati con tanta passione per il fai da te creativo.

In una delle stanze preferite dalla padrona di casa, la camera da letto, il più piccolo di tutti gli ambienti, oltre ovviamente al letto, ci entra soltanto un controbuffet anni ’30, un coup de foudre durante uno dei suoi giri per mercatini.

«Cercavo un canonico comò e sono tornata a casa con una credenza. E l’armadio? L’armadio è nell’altra camera da letto, spaziosa, comoda! Ma la luce della nostra piccola alcova non è in nessun’altra parte della casa. E lì è posato anche il mio pavimento in cementine preferito. Sono tutte cementine vere, artigianali, eh! Non esiste a casa nostra la praticità del gres…».

«Per quanto riguarda la manutenzione… Che cosa terribile! Le cementine si macchiano nonostante il trattamento preventivo, si macchiano e si rovinano con grande facilità, se sposti un mobile si segna il pavimento. Ma sapevo anche questo, e nonostante tutto ho voluto quelle autentiche».

Siete curiosi di sapere dove Serena ha acquistato le sue cementine? Quelle in formato esagonale, della cucina e del bagno, sono di Bisazza. Tutte le altre sono di un’azienda che ha l’esposizione a Roma, ma sono fatte in Marocco. Si chiama proprio Le cementine.

Come sono fatte le “vere” cementine?

La cementina si è imposta come alternativa più economica per le pavimentazioni anche grazie all’impiego di un materiale nuovo per la fine del 19° secolo: il cemento Portland, alla base di quasi tutti i tipi di cemento attualmente utilizzabili in edilizia.

Materiali

Le cementine si ottengono dalla sovrapposizione di due impasti, versati a mano in apposite forme e successivamente pressati. Il primo (cemento bianco, polvere di marmo e ossidi colorati) ne determina disegno e colore, il secondo (cemento e sabbia) diventa lo strato inferiore della piastrella.

L’altra stanza della propria casa che Serena predilige è la cucina. E come non essere d’accordo? È il primo ambiente che si incontra entrando, perché qui non esiste un vero e proprio ingresso e la porta principale è una porta finestra da cui si entra appunto direttamente in cucina.

Ha il sapore dei tempi passati, dell’accoglienza. La prima cosa che si nota è il tavolo, grande spazioso, scelto proprio per ospitare amici, per fare festa (quando si potrà…).

Pulizia

Una volta essiccate, le cementine vengono sottoposte a un trattamento con un impregnante idrorepellente, un tempo l’olio di lino. Per la pulizia, solo detergenti vegetali o il classico sapone di Marsiglia, da bandire tutti i prodotti chimici aggressivi che potrebbero rovinarne lo strato superficiale decorato.

Quelle in grès porcellanato, posso testimoniarlo personalmente, hanno il grande vantaggio che, oltre a costare ovviamente anche un quarto delle versioni artigianali, sono più resistenti e facili da pulire anche con i più comuni detersivi.


Se già a questo punto la dote di arredatrice di Serena vi ha conquistati, aspettate di vedere come se la cava con la sua vera passione: la mise en place.

Come in casa, così sulla tavola, le piace giocare, miscelando brocante e stoviglie nuove, usando asciugami di lino come runner, barattoli di conserva come portafiori. Perché i fiori, poi, sono una costante nei coloratissimi scatti con cui Serena immortala i poetici scorci di casa e le invitanti tavole imbadite a festa.

Oltre ai fiori recisi, anche le piante qui, sono “di casa”. «Non ho mai avuto il pollice verde – rivela Serena – Volevo riscattarmi con la nuova casa, e così ho cominciato dalle orchidee, poi i Potus, l’edera e la felce appese, e poi le mie adorate kentie. Ebbene, è vero che non dedico particolare tempo alle mie piante, ma le uniche che fino ad oggi mi hanno regalato una grande soddisfazione sono le orchidee. Le altre, non so dire. Un potus si è seccato, l’edera la vedo un po’ sofferente, nonostante il concime. Ma sono pochi mesi che ci siamo trasferiti. Dobbiamo adattarci un po’ tutti, piante comprese!».

Prezzi

Portare un po’ di nostalgia nelle nostre case con pavimenti in cementine originali o di fattura artigianale può costare anche sui 100 euro al metro quadro. Cifre che si abbassano notevolmente con le versioni stampate in serie su gres porcellanato.

Tra le proposte contemporanee si è imposto molto l’effetto patchwork. Ecco, personalmente questo mix di pattern tutti diversi e accostati tra loro è l’unico utilizzo delle cementine che non mi piace, perché mi trasmette un senso di artificioso (mi fa pensare a quelle carte adesive finte cementine che fatico a digerire).

Come per tutti gli appassionati veri di case e dintorni, la parola fine non esiste e i progetti in corso o nel cassetto si susseguono di continuo. In ballo a casa di Serena ora c’è la parte esterna. Stanno ristrutturando un gazebo veranda e creando un bagno di servizio attiguo. E nei piani più a lungo termine c’è anche la sistemazione di tutto lo spazio verde esterno. Per scoprire quali altre meraviglie saprà realizzare, non resta che seguirla…

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Segui Serena sul suo profilo Instagram: https://www.instagram.com/e_tantifioridililla/

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