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Murales per decorazioni a parete: la street art entra in casa

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Scomparsi dai radar gli incomparabili ma anacronistici affreschi, a impreziosire una parete o il soffitto di casa ci pensano oggi i murales, con la street art che da gesto artistico pubblico, tipicamente rivolto alla massa, si fa più intimo tra le private mura domestiche.

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Il murale dello street artist padovano Tony Gallo nel nostro salotto

Non più solo boiserie o carte da parati. L’ultima tendenza nell’interior design sono i murales.

Graffiti, affreschi e murales: un po’ di storia

Cambiano le tecniche, il gusto estetico, le epoche. Rimane però immutata dalla notte dei tempi l’urgenza di rendere più accogliente, bello, originale, più “nostro” lo spazio che abitiamo, lasciando letteralmente “il segno”.

La grotta di Lascaux in Francia, soprannominata la Cappella Sistina del Paleolitico per il numero e la qualità estetica delle opere in essa contenute (foto www.france-voyage.com)

Ce lo ricordano i primi graffiti rinvenuti nelle grotte preistoriche. Semplici incisioni o più elaborate pitture rupestri risalenti ai primi passi dell’Homo sapiens nel mondo (40/10 mila anni fa). Trend dell’epoca? Animali selvaggi e scene di caccia 😉.

Affresco della taurocatapsia del palazzo di Cnosso, oggi esposto al Museo Archeologico di Heraklion

Le prime testimonianze di affreschi risalgono alla civiltà minoica intorno al 2000 a.C. (il palazzo di Cnosso a Creta ne è l’esempio più sublime). Si tratta di una pittura eseguita sull’intonaco fresco della parete: i pigmenti minerali vengono diluiti in acqua e stesi in modo da inglobarsi chimicamente alla superficie. Acquisiscono così maggiore resistenza e durata nel tempo.

Affreschi nella Villa dei Misteri a Pompei (foto www.pompeiisites.org)

Ville e palazzi (pensiamo alla ricca testimonianza emersa dagli scavi a Pompei) vengono decorati con scene familiari, vedute fantastiche, nature morte, soggetti mitologici. L’affresco si diffonde e si affina nella tecnica, attraversa i secoli dall’età romana al Medioevo, fino al grande exploit nel Rinascimento.

La Scuola di Atene di Raffaello nei Musei Vaticani (1509-1511 circa)

I primi murales

Con un balzo che ci porta agli inizi del Novecento in Messico incontriamo il Muralismo, movimento pittorico nato sulle ceneri della rivoluzione messicana del 1910. Esponente di spicco Diego Rivera, oggi ricordato più come il grande amore della pittrice Frida Khalo, che nell’ultimo decennio lo ha superato in fama.

Murale di Diego Rivera al Palazzo Nazionale di Città del Messico

L’arte “esce” per mostrarsi al popolo a cui è destinata: si dipingono immense facciate esterne o vasti atri di edifici pubblici. Al centro della scena ci sono le lotte sociali, la storia e i valori nazionali. Si iniziano ad usare i colori acrilici.

I murales come li conosciamo oggi sono figli della cultura pop e underground che si sviluppa nelle periferie delle grandi metropoli, all’inizio statunitensi, tra gli anni ’70 e ’80. Nonché della diffusione delle bombolette di vernice spray!

Non solo espressione artistica di lotta al potere o di denuncia sociale, diventano sempre più la rappresentazione dell’immaginario estetico dell’autore che lo realizza. Una sorta di quadro in formato XXXL.

Murale Tuttomondo di Keith Haring a Pisa (1989, foto www.intoscana.it)

Sono cambiati anche i luoghi e la percezione verso quest’arte, che ha impiegato del tempo a farsi riconoscere come tale, passando dalla connotazione vandalica alle aste milionarie di Sotheby’s. I murales vengono commissionati da enti pubblici o privati per riqualificare delle zone degradate di una città o decorare edifici e finiscono per generare un richiamo turistico.

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Naufrago bambino di Bansky a Venezia (2019)

Murales per l’interior design

I murales, dopo aver conquistato i muri e le facciate delle nostre città, trovano “mercato” nella decorazione di interni. Dai luoghi aperti al pubblico come locali, negozi, uffici, più di recente iniziano ad occupare anche gli spazi privati, le abitazioni.

Un’alternativa decisamente più originale, sicuramente anche più impegnativa in termini di costi, rispetto al tappezzare un muro con della carta da parati, per quanto di design e di prestigiosi marchi possa essere quest’ultima.

Una stravaganza per pochi? Non direi. Vestire i panni di moderni mecenate per decorare i nostri interni casalinghi con i murales commissionati a un artista contemporaneo può essere più alla portata di quanto pensiamo.

E al pari di un oggetto artistico più convenzionale (un quadro, una statua), con un murale andremo ad investire in un’opera che aumenterà il pregio se non il valore del nostro immobile.

Murale in salotto per parete extralarge

A casa nostra, in fase di ristrutturazione, la scelta di un murale è venuta quasi spontanea. Metti un’ampia e curva parete in un salotto con metrature d’altri tempi e la conoscenza diretta di un affermato street artist locale grazie ad altre collaborazioni in essere.

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Il salotto durante i lavori di ristrutturazione

Nasce così il progetto realizzato da Tony Gallo. Un’opera di circa 10 metri per 3. Un malinconico personaggio “col becco” (sorta di marchio di fabbrica dell’autore padovano) si intreccia aggrappandosi, da steso, ai tronchi di un bosco autunnale su cui è calata la notte. Triste? Ci pensa la sgargiante tavolozza dell’artista a scacciare i pensieri più mesti.

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Il murale in fase di realizzazione

Un pezzo del magico mondo e immaginario di Tony Gallo oggi vive qui, nel salotto di casa nostra.

Come si realizza un murale in casa?

È novembre del 2018 quando Tony Gallo realizza questo murale. Gli abbiamo chiesto noi di fare l’opera, ma quale soggetto, lasciamo che sia il suo estro creativo a suggerirglielo. È un artista, pertanto per noi ha carta bianca. E attendiamo la sorpresa.

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La parete in soggiorno prima del murale

Gli abbiamo fatto trovare il muro già pronto, pulito. Lo street artist arriva col suo bagaglio di bombolette spray e gli stencil che usa per dar forma ai suoi riconoscibili pattern.

In studio si è fatto uno schizzo preparatorio per avere un’idea di cosa disegnare qui. Ciò che però caratterizza il lavoro di Tony Gallo è l’abilità nel riprodurre l’opera dalla sua testa direttamente a mano libera anche su vaste superfici, con un incredibile senso delle proporzioni e dimensioni. E con una velocità pazzesca. In una giornata e mezza il capolavoro è fatto e finito.

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Tony Gallo all’opera sul murale

Murale in salotto: come arredarlo?

Collocata su una parte in penombra della zona giorno, l’ambientazione ricreata dallo street artist è perfetta per questo spazio di decompressione e relax.

Lungo la linea concava della parete sono stati realizzati su misura dal falegname due contenitori aperti in legno all’interno dei quali “nascondere” cavi e tubi per l’impianto di illuminazione che punti verso l’alto sul murale e che irrighi eventuali piante.

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Il murale terminato

L’inserimento di punti luce e piante è ancora da completare e in fase di valutazione, in particolare per quanto riguarda l’inserimento del verde, che oltre a nascondere il murale, temo faticherebbe a prosperare, vista la scarsa luminosità presente qui.

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Il pannello in legno sul retro del divano

Insomma, staremo a vedere. Mal che vada, questi vani li tappo, facendo realizzare dei pannelli su misura anche in orizzontale, che creino dei semplici piani di appoggio.

Divani: stesso colore, ma forme diverse

Addossati a questi elementi lineari in legno sono presenti due divani. Uguali, ma diversi. Identico il rivestimento in velluto rasato verde pavone (che avevamo scelto prima del murale, ma che ben si inseriscono cromaticamente), distinta la forma: lineare l’uno e arrotondato con impuntura capitonée stile Chesterfield l’altro.

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I divani in salotto

Ai divani fa compagnia un nostro vecchio pouf quadrato, completamente ritappezzato con gli stessi tessuti e finiture delle sedie presenti nella vicina sala da pranzo. Per renderlo più funzionale, gli abbiamo aggiunto anche quattro ruote.

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Il pouf rivestito in velluto e tessuto stile art deco e la tv

Lampada vintage di design anni ’70

Tra i due divani, presente solo per le grandi occasioni perché qui ci sta che è una favola, un’icona di design: la lampada da terra Birillo di Carlo Nason per Mazzega. Con due bimbi piccoli e le scorribande con i loro amici per casa non sarebbero al sicuro né loro, né la lampada vintage anni ’70 in vetro, che quindi viene poi riposta altrove, al sicuro.

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La lampada da terra di design in primo piano

Al momento manca ancora un bel tappeto “importante”, per rendere il salotto ancora più accogliente. In attesa di trovare quello giusto, direi che ci possiamo accontentare del favoloso e già decorativo pavimento originario in marmo verde di questo appartamento anni ’70.

A completare il salotto ci sono i due “focolari” della casa: il camino, che funge anche da elemento strutturale portante di questo spazio open space, e la tv. Il caminetto, un tempo a legna, lo abbiamo convertito a pellet solo perché in fase di ristrutturazione ci siamo accorti che restava ben poco spazio per una canna fumaria adatta al funzionamento a legna.

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Il caminetto visto da dietro

Ridipinto di nero in modo che si confonda il più possibile rispetto ad altri elementi già colorati e decorativi della stanza, è una sorta di totem circolare dalla forma spaziale.

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Il caminetto in salotto visto frontalmente

Tv come un quadro con cavalletto

L’altro focolare, è quello moderno: il televisore. Non ho mai amato i mobili su cui inserire o appoggiare la tv. Pertanto ho sempre pensato che l’avrei semplicemente appesa alla parete, nascondendo in qualche modo antiestetici prese, fili e controfili.

La scoperta del modello Frame di Samsung che da spento arreda come un quadro ha risolto tutti i nostri problemi, assieme all’accessorio che consente di sostenerla da terra come un cavalletto. Il mio unico timore era per i bimbi piccoli che potevano scorrazzarci attorno e farla cadere o, peggio, farsela cadere addosso, ma è davvero ben piantata a terra, molto solido come sistema.

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Il cavalletto della tv Samsung Frame

Con un semplice foro sull’elemento tondo in cemento che un tempo ospitava il guardaroba all’ingresso (e oggi ci fa da ripostiglio) abbiamo fatto passare tutti i cavi e nascosto qui dentro prese, fili e armamentari tecnologi vari, lasciando in salotto solo le linee pulite di questa tv-quadro su cavalletto.

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Tra l’elemento in cemento e il murale un tubo in acciaio brunito è predisposto per separare la zona notte con delle tende stile “sipario”

Per ultimare il progetto del salotto, così come lo abbiamo pensato fin dalla fase progettuale, mancano delle tende per separare la zona notte della casa. Sul tubo in acciaio brunito già predisposto in questo punto di passaggio tra il salotto e le camere sono previste delle tende in velluto, probabilmente di color ocra, da tenere raccolte ai lati per un effetto “sipario”. Ma ho il presentimento che resterà a lungo così. Incompiuto, ma forse anche più arioso e moderno.

Quanto costa un murale in casa?

La domanda delle domande che vi starete ponendo, lo so, è: «Ma quanto mi costa fare un murale dentro casa?». Ovviamente, non c’è una risposta secca. Non si può fare un preventivo al metro quadro, come per una carta da parati.

Essendo di fatto un’opera d’arte e come per tutti i progetti su misura, i prezzi vanno tarati in base al caso specifico. Due sono le discriminanti maggiori: le dimensioni della parete da decorare e soprattutto la notorietà dell’artista che chiamerete per realizzare l’opera.

Uno street artist promettente ma ancora sconosciuto e il cui stile comunque incontra il vostro gusto potrebbe risultare innanzitutto più disponibile e inoltre costarvi anche 10 volte meno di uno street artist più “quotato”. Solo per avere un ordine di grandezza, a grandi spanne e da prendere con le pinze, ma tenetevi pronti a un range tra i 500 e i 5mila euro.

Come e a chi commissionare un murale?

Il consiglio che vi posso dare per commissionare un murale è quello di provare a contattare direttamente lo street artist attraverso i riferimenti telefonici o e-mail che avrà inserito sul suo sito web o tramite i suoi canali social, cercando di capire intanto se è interessato a realizzare progetti su commissione.

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Un dettaglio della firma dell’autore del murale

Non tutti infatti si prestano: o perché più “fedeli alla strada”, alla libertà del loro impulso creativo o perché già così affermati da non essere interessati a questi “lavori extra”.

Esistono anche portali specializzati in questa evoluzione moderna della decorazioni di interni. È il caso di Ap-art-ment un sito che offre un servizio di intermediazione, facendo incontrare la domanda del cliente che ha bisogno di decorare uno spazio con l’offerta di una selezione di 30 artisti, illustratori, grafici, ognuno con il suo stile diverso, a disposizione per realizzare su commissione l’opera.

Un altro esempio è Truly Design, uno studio di comunicazione visiva basato su Torino, ma che opera in tutta Italia, diretto da tre street artist che realizzano murales per privati.

E, ancora, Street Art Yep, portale dedicato alla street art che punta a valorizzare il lavoro dei writers e propone anche servizi come murales su commissione.

Se l’articolo vi è stato di ispirazione o se avete domande, scrivetemi nei commenti!

4 Commenti

  • Rita
    14/06/2021 at 20:56

    Bell’articolo! Mi piace come scrivi, sei diretta e riesci a catturare l’attenzione 👍
    Murales di Tony Gallo da wow 🤩 certo ci vogliono case con spazi ampi. Complimenti

    Rispondi
    • gloria.cesarotto
      15/06/2021 at 09:01

      Grazie Rita, sono gli apprezzamenti come i tuoi che mi danno la giusta carica per proseguire con il progetto del blog! Per un murale di queste dimensioni, certamente, serve spazio, non solo a parete, ma anche in prospettiva, per allontanarsi e godere di una visuale d’insieme. Per pareti più piccine, con soggetti più “raccolti”, penso rimanga comunque un’originale soluzione da prendere in considerazione: aprire la porta di una stanza e dirimpetto trovarsi un murale, per quanto in formato “small”, credo l’effetto wow sia ugualmente assicurato.

      Rispondi
  • Marianna
    11/06/2021 at 20:24

    Bellissimo questo articolo, mi piace molto come scrivi! Mi hai fatto venire voglia di realizzarne uno in camera nella parete di mattoni 🙈

    Rispondi
    • gloria.cesarotto
      14/06/2021 at 13:05

      Grazie Marianna per aver apprezzato l’articolo, non sai quanto mi fa piacere! Un murale in casa è quel plus che aggiunge molto carattere a un ambiente. Sono sincera, non credo l’avrei mai fatto in camera da letto, almeno considerando che spesso i murales hanno colori sgargianti o comunque creano un forte impatto visivo. Lo preferisco negli spazi “diurni” 😉

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