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Mudroom? Cos’è, come progettarla e alcune idee alternative

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Se ancora non sapete cos’è, scopriamo insieme cosa vuol dire e credo arriverete alla conclusione che: alla mudroom, perdincibacco, perché non ci avevate pensato prima!

L’occasione mi è ghiotta anche per condividere il progetto della mudroom di casa nostra: ricavata in extremis là dove non l’avevamo inizialmente nemmeno considerata, grazie a una parete in cartongesso e alla combinazione di mobili e complementi di Ikea.

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La stanza nella stanza: la mudroom è stata ricavata in un angolo del mio home office

Traduzione di mudroom

Come spesso accade nell’interior design, pardon, nell’arredo degli interni, gli anglicismi la fanno da padrone. Ci tocca rispolverare il dizionario per tradurre questo termine straniero, formato dall’unione di due parole inglesi: mud e room.

Se su room credo in molti arriverete in serena autonomia a capire che parliamo di stanza, su mud – ve lo dice una che si è diplomata in Lingue – temo sarete in parecchi a capitolare e chiedere l’aiutino da casa 😉. La sottoscritta per prima.

Mud, altro non è che il fango. Quindi – se uno più uno fa due – la mudroom è, udite udite: la stanza del fango! Un luogo che non c’entra nulla con i bagni di fango termali, se è questo a cui state pensando.

Cos’è la mudroom

Con mudroom (stanza del fango, quindi) si identifica uno spazio preciso di una casa dove ci si può spogliare e si può riporre tutto ciò che abbiamo utilizzato all’esterno e potrebbe essere sporco, anche di fango. Scarpe, stivali, ombrelli, giacche, cappelli, sciarpe, guanti, borse& co. Tutto ciò che ci portiamo da fuori e che in casa non ci serve più, anche perché rischieremmo di sporcarla inutilmente.

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Elementi fondamentali per la mudroom: scarpiera, appendiabiti, specchio, panca

L’ingresso come mudroom?

La scoperta dell’acqua calda? Sì e no. Immagino che starete già pensando che il nostro caro e vecchio ingresso in corridoio, scomparso un po’ dai radar nelle case più moderne convertite all’open space, già assolvesse a questa funzione.

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L’APPENDIABITI VINTAGE.
Il tocco décor per la mudroom o l’ingresso?

Abbandonato in una casa di campagna, questo appendiabiti anni ’50 che vedete in foto aveva un rivestimento in similpelle beige, mentre i pomoli erano verde acido. La struttura invece era di un legno scuro laccato.

Francesca (@bis.fatto), catanese esperta di restyling, per adattarlo allo stile vintage di una cliente ha:

– laccato con uno smalto bianco latte la struttura (grey white di Fleur)

– rivestito il tutto con un tessuto a motivi geometrici

– smaltato i pomelli riprendendo la tonalità blu della stoffa (vanity blu di Fleur)

La mudroom nei paesi nordici

In effetti per certi versi è, era, così. Diciamo che, proprio perché spesso non esiste più un ingresso “abitabile” in cui appendere le giacche e sistemare le calzature di utilizzo più frequente, negli ultimi tempi si è sentito il bisogno di prendere spunto dai paesi nordici, dove, per questioni anche solo climatiche, la necessità diuno spazio di transizione tra interno ed esterno, facile da tenere pulito, non è mai venuta meno.

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CAPPELLIERA DA TRENO.
Se il vintage è la vostra passione, allora un altro spunto altamente decorativo arriva da Serena (@e_tantifioridililla).

Con occhio attento, dalla foto potreste riconoscere il tocco raffinato della protagonista dell’home tour nella casa delle cementine che vi ho raccontato in questo articolo.

Serena ha acquistato una deliziosa cappelliera da treno da Le Grenier (Vasto) e l’ha appesa vicino alla porta della cucina, che è anche quella d’ingresso.

Non è una vera sciccheria? Ovviamente scatoline in latta, rigorosamente vintage, fiori secchi e sciarpina in seta non sono dettagli scontati.

Dove posizionare la mudroom?

Ecco allora che la mudroom si può certamente collocare o ricavare in ingresso, se ne abbiamo uno. Meglio ancora se ne possediamo uno secondario, più defilato, magari accessibile direttamente dal garage.

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CASSETTE POSTALI.
Utili come svuotatasche per mantenere in ordine chiavi ed altri piccoli oggetti sono le vecchie cassette postali: avete presente quelle in legno degli androni dei palazzi di un tempo?

Silvia (@romantica_me_home) l’ha comprata in un mercatino dell’usato. Era molto rovinata: la parte anteriore e superiore erano quasi interamente marcite per via dell’umidità, quindi le ha sostituite con dei pannelli di compensato e ridipinto con vernice spray.

Perfetta per una mudroom attrezzata di tutto punto, così come per l’ingresso della casa di un’inguaribile romantica come Silvia.

Mudroom in lavanderia

Alternativa furba, e forse ancora più pratica rispetto a quella dell’ingresso, è la lavanderia. Collocare la mudroom in lavanderia, soprattutto se accessibile da un ingresso secondario, dalla porta comunicante col garage, è come prendere due piccioni con una fava.

Così, oltre a tenere al riparo da occhi indiscreti il disordine che spesso accompagna l’approdo in casa, specie se si hanno piccoli inquilini, si è pure a due passi dal cestone degli indumenti da lavare.

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La lavanderia-mudroom di Camilla: un grande armadio per giacche e scarpe dove riporre tutto in ordine

L’intelligente soluzione della mudroom in lavanderia è proprio quella adottata da Camilla, nella sua “Casa verde salvia” che vi ho portato a visitare con un bel hometour. Già in fase di progettazione, aveva previsto l’integrazione di questo spazio/spogliatoio nella lavanderia da cui si accedere con un ingresso secondario dal garage. Meglio di così…

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PORTAOMBRELLI ORIGINALE.
Rimanendo in tema vintage, riuso e spunti ad elevato tasso decorativo, non potevo non chiedere a Elisa (@unamodernavaligiavintage) di condividere qui il suo secchio del latte in versione portaombrelli: una vera chicca. Non trovate?

Mudroom con mobili Ikea

Vi racconto ora la mia esperienza personale in materia. Mentre progettavamo il restauro di quella che sarebbe diventata la nostra nuova casa, sfogliando il numero di Casafacile di marzo 2019 mi sono imbattuta per la prima volta in una mudroom.

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La mudroom pubblicata da CasaFacile nel marzo 2019 [foto Johan Sellén/Living Inside]

Per me è stata una rivelazione: trovare un nome a qualcosa che avevo già nella mia testa. Già nella nostra casa di allora, un disimpegno nell’antibagno del piano terra era attrezzato con scarpiera e attaccapanni e gli avevo sempre riconosciuto un grande valore e importanza.

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La stanza ancora durante il cantiere di ristrutturazione (nella nicchia già esistente è stato incastrato l’armadio Ikea)

Ma quell’articolo mi aprì un mondo: l’idea di dedicare a quella funzione di “spogliatoio” proprio una stanza o, perlomeno, un posto specifico, curandone anche lo stile. Fu così che, nel primo ambiente a destra rispetto all’ingresso della nostra nuova casa, stanza già destinata al mio ufficio casalingo, decisi di ricavare una mudroom.

Ricavare una stanza nella stanza col cartongesso

Utilizzando del cartongesso di risulta dai lavori in soggiorno (per questo è bizzarramente curvo), abbiamo ricavato una stanza nella stanza. La parete aggiunta non arriva fino al soffitto, in modo da far passare più luce.

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La parete in cartongesso (con angolo curvo) durante il cantiere

Scarpiera con l’armadio Pax

Sfruttando la nicchia già presente accanto alla porta della stanza, lì abbiamo inserito un armadio Pax di Ikea da cm 150 di larghezza a due ante scorrevoli (la versione a battente sarebbe risultata troppo ingombrante) con finitura in cannette di bambù (serie Fjellhamar, oggi non più in commercio), per un tocco naturale, che riscaldasse l’ambiente.

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I ripiani per allestire l’armadio Pax di Ikea come una scarpiera

Nell’armadio, su dei pratici ripiani in metallo inclinati (che consentono di individuare a colpo l’occhio la calzatura che ci interessa indossare), trovano spazio le scarpe di tutta la famiglia.

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Un cestone estraibile per ombrelli, occhiali, mascherine, guanti, prodotti per le calzature

Un’anta è destinata sia all’uomo di casa che ai bimbi, l’altra invece, (mi par giusto 😜), è tutta per me, dove però ho ricavato anche un cestino estraibile per occhiali, ombrelli, confezioni di mascherine e quant’altro, più dei semplici ripiani da armadio per cappelli e borse che non vengono usati di frequente.

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Nel ripiano più in basso dell’armadio trovano posto gli stivali

Sulla parte bassa dell’armadio ho lasciato più spazio a disposizione in altezza per riporre ad esempio gli stivali e anche sulla parte più in alto, per stoccare le scatole delle scarpe o le borse indossate meno di frequente.

Con questa soluzione (costata in tutto€ 547), mi evito il cambio stagione delle calzature in quanto, al massimo, sposto nei ripiani ad un’altezza più pratica quelle più adatte al periodo di utilizzo.

Attaccapanni per giacche, sciarpe e borse

Di fronte all’armadio, sulla parete in cartongesso, fissati con delle apposite viti, trovano posto due attaccapanni orizzontali a 7 ganci in legno di colore bianco, sempre di Ikea (modello Kubbis, oggi in commercio solo nella versione a 3 ganci a€7): uno collocato a 1,90 di altezza e l’altro a un metro da terra, utile, quest’ultimo, per le giacche, sciarpe e cappelli dei bimbi, che così sono autonomi, ma anche per qualche mia borsa.

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I tre appendiabiti nella nostra mudroom

Un terzo appendiabiti è stato collocato, accanto ai primi due, in senso però verticale, sulla spalletta interna della parete in cartongesso. Si tratta del modello ad “alberello” Tjusiga, sempre di Ikea (cm 78, €15), che solitamente utilizzo per scialli, sciarpe, pashmine, foulard, copricapi.

Specchio e panca per la mudroom

Per completare questo spazio, non può mancare uno specchio in cui darsi l’ultima controllatina prima di uscire di casa (o per vedere quanto si è stravolti al rientro dopo una giornata intensa😉) e una panca in cui sedersi per vestirsi i piedi o scalzarsi più comodamente.

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Al centro lo specchio e la panca riciclati da precedenti utilizzi

Qui, da noi, sono frutto di un “riciclo”: lo specchio proviene dal bagno nella nostra ex casa, così come a fungere da panca oggi c’è il poggiapiedi un tempo abbinato alla Poäng con cui faceva coppia fissa fino a qualche settimana fa in cucina.

Idee e soluzioni alternative alla mudroom

Se la vostra casa è già bella che arredata e non consente grandi margini di manovra per l’aggiunta di una mudroom con tutti i crismi, vediamo qualche soluzione alternativa e creativa.

Per farlo ho chiesto aiuto ad altre amiche conosciute su Instagram che, in fatto di stile, estrosità e “piani b” sanno il fatto loro. Ve le presento attraverso i loro progetti.

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PER SPAZI MINI.
A casa di Myriam (@cacaroccioli_and_co), nel mini ingresso aperto sulla zona giorno, gli ingredienti per uno spazio “filtro” tra interno ed esterno sono:

  • mobili Ikea, in parte rivestiti con carta adesiva (decochic) e ai quali ha cambiato alcuni pomelli (Zara home).
  • un comò, coi cassetti ridipinti dello stesso verde delle pareti della zona giorno, uno specchio e una applique, tutto second hand
  • per mascherare il vicino portone (bruttino e malmesso), ha optato per un decoro “color block”, sempre in verde, che minimizzasse i difetti attraverso un gioco di prospettive
  • sempre per delimitare meglio l’ambiente, e per la gioia dei loro animali domestici, hanno aggiunto un tappeto (sempre Ikea) uguale a quello del salotto, ma più piccolo
  • geniale tocco décor: una lampada ricavata da un manichino da sarto recuperato

Mudroom esterna

Perché una mudroom solo all’interno? Valeria D’Agata, per la sua invidiabile casa con vista mare sulle colline liguri ha adottato una personale versione outdoor.

La mia stanza del fango non è altro che uno spazio esterno, coperto, antistante alla porta di ingresso, utilissimo alla mia vita agreste. 

Ho utilizzato scarpiere Ikea basculanti, un appendiabiti a muro dove riporre giacche, borse e cappelli.

Con alcuni ganci ho trovato il posto per ombrelli e calzascarpe. 

Naturalmente non manca un po’ di verde con qualche vaso sparso qua e là. 

@vale_dagata

L’ingresso attrezzato

Se in casa vostra è presente uno dei rari esemplari di ingresso sopravvissuti nelle planimetrie degli ultimi vent’anni, non potrete dire di avere una vera e propria mudroom, ma una stanza attrezzata che funge da filtro con l’esterno e che tutto sommato assolve alla medesima funzione, quello sì.

Come nella casa ispirata allo stile industrial di Marianna, Antonio e Bart (due sardi e un bulldog francese con base a Padova):

Abbiamo la fortuna di avere un vero e proprio ingresso come una volta, separato dalle altre stanze della zona giorno. In fase di ristrutturazione io volevo eliminarlo, mentre mio marito ha voluto fortemente tenerlo e oggi lo ringrazio.  

Da un lato della porta abbiamo attaccato l’appendiabiti realizzato da noi con legno, pittura lavagna e appendini a forma di viti e bulloni per richiamare lo stile industrial della casa.

Dall’altro lato la griglia Ikea per appoggiare le scarpe e la cesta con i giochini di Bart. 

La soluzione risulta comoda perché, appena arriviamo, appendiamo giacche e borse, togliamo le scarpe e asciughiamo le zampette di Bart nel tappettino lì vicino e poi accediamo scalzi o con le ciabatte alla zona giorno o alla zona notte. 

@diariodiunacasaperdue

La mudroom “diffusa”

Adesso voglio farvi sorridere e strapparvi un’esclamazione del tipo: “Beh, allora, una mudroom così sono capaci di averla tutti, pure io nel mio miniappartamento”. Perché quello che vi voglio proporre come alternativa alla mudroom “ortodossa” è quella che potremmo definire la mudroom “diffusa”.

Come per l’hotel diffuso (cioè l’ospitalità spacchettata in tanti alloggi, ad esempio in un vecchio borgo di collina salvato all’oblio), così anche la mudroom potrebbe essere frammentata in diversi punti della nostra casa. Certo, si perde esattamente quello che è il grande vantaggio pratico di un’unica stanza “filtro” collocata vicino all’accesso principale di casa, ma, dovendo fare di necessità virtù, ci si adatta agli spazi a disposizione.

Armadi-boiserie belli e funzionali

Così ha fatto Veronica che ha disseminato il suo appartamento milanese per quattro persone di arredi molto funzionali ed esteticamente gradevoli per appendere le giacche o stivare le calzature.

Questa casa è perfetta, ma avrebbe bisogno di uno spazio più ampio dove “mollare tutto” appena si entra.

Noi siamo già in 4 e, quando si aggiungono gli ospiti, odio quelle montagne di cappotti sui letti matrimoniali: presente?

Ho quindi adattato gli ambienti a disposizione alle nostre esigenze, inserendo la scarpiera per i ragazzi nell’antibagno ospiti, mentre quelle mie e di mio marito sono in un altro mobile prima del bagno padronale.

Nel lungo corridoio d’ingresso, invece, abbiamo fatto realizzare una boiserie lineare di color azzurro iceberg in cui, altre all’armadio con più ante per i cappotti, si integrano le porte di accesso alla zona notte. In questo modo si focalizza lo sguardo, per chi entra, verso la zona giorno, che preferisco.

@veryiani

Ecco qualche altro interessante spunto per una mudroom, ingresso o angolo “spogliatoio” in casa, condiviso sempre dalle gentili amiche conosciute su Instagram (trovate i loro profili IG linkabili in didascalia):

Lo so, anche questa volta mi sono fatta prendere la mano e ne è uscito un articolo “fiume”, forse troppo ricco di spunti, incasinato, e, per certi versi, contraddittorio. Ma credo che il bello dell’arredo degli interni sia partire da delle regole per poi scompaginarle. Ecco allora che anche il concetto di mudroom, in base alle nostre esigenze di spazio e gusto in termini di stile, può essere stravolto.

Vi aspetto anche sul podcast dove potrete sentire le voci di alcune delle care amiche che hanno contribuito a rendere così denso di ispirazioni diverse questo articolo. Attendo, come sempre, il vostro feedback: scrivetemi nei commenti cosa ne pensate!

4 Commenti

  • Maria Attanasio
    08/10/2021 at 15:56

    Molto interessante, ho imparato cosa vuol dire MUDROMM, che per mer me era arabo. Tutti gli spazi dedicati che ci hai proposto sono davvero di ispirazione e spunto. Quello di Valeria oltre che elegantissimo pur trovandosi in un posto all’esterno se pur immediatamente fuori l’ingresso della sua casa è per me quello ideale e più comodo, perché in questo modo si lascia fuori dalla casa tutto ciò che può essere sporco o “contaminato” (il covid ci ha costretto a fare attenzione a questo aspetto). Gloria sei stata davvero piacevole e anche divertente, oltre che chiarissima.

    Rispondi
    • gloria.cesarotto
      11/10/2021 at 07:28

      Grazie Maria, sono molto contenta che ti sia piaciuto e che abbia trovato questo articolo al contempo utile e piacevole da leggere. Essere chiara e d’ispirazione senza essere troppo seria e “maestrina”, con un piglio che vuole intrattenere mentre magari si impara qualcosa di nuovo è proprio la cifra stilistica che vorrei riuscire sempre a dare a questo blog!

      Rispondi
  • Ella
    07/10/2021 at 18:01

    L’articolo è ben fatto Gloria, tanti spunti e idee diverse adattabili a qualsiasi situazione!

    Rispondi
    • gloria.cesarotto
      07/10/2021 at 21:24

      Ti ringrazio Ella, mi fa stra-piacere che tu lo abbia trovato interessante e gradevole da leggere.

      Rispondi

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