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Fiori-sta boho chic che passione: dai corsi al negozio e delivery

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Perfetti alleati nella decorazione della casa, i fiori sono una passione che ci accomuna in molti: vediamo allora come i corsi di formazione possono aiutare ad esprimerci al meglio, a trovare il nostro stile amatoriale per l’home decor (per le composizioni floreali, io vado matta per il boho chic) o, perché no (non è mai troppo tardi!), a diventare dei fioristi con tutte le carte in regola per aprire un negozio fisico o lavorare solo su ordinazione e con il delivery, le consegne a domicilio che l’era Covid ha fatto esplodere anche in Italia.

Imma: fiorista non per caso

Per approfondire l’argomento ho scelto una guida d’eccezione: Imma. Oltre al taglio di capelli 😉, ci accomuna lo stesso gusto per le composizioni floreali. Dopo una vita professionale dedicata a tutt’altro, ha deciso di seguire la sua passione per i fiori. Un percorso per nulla semplice, fatto di sacrifici, cadute, ma soprattutto rinascita.

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Classe 1967, Imma (in questa foto e in quella di copertina ritratta da Maila Bertoli) nasce a Napoli, ma già a pochi mesi si trasferisce con la famiglia nel Padovano. Ha sempre lavorato tra ristorazione e moda, come dipendente o titolare e socia di locali e negozi di abbigliamento. Appassionata di antiquariato e modernariato, cammina almeno 10 chilometri al giorno lungo gli argini del fiume Brenta, dove raccoglie fiori e ramaglie che poi trasforma in composizioni. Ha due pimpanti cagnoline: Gina e Lilli.

Imma perde la mamma quando è molto giovane. Da che ricorda, tutte le settimane va a comprarle dei fiori. Più di qualche volta si ritrova a disfare e ricomporre le composizioni realizzate dai fioristi, perché non incontrano il suo gusto. Fiori e piante le sono sempre piaciuti, e sono stati sempre un modo in più, assieme all’arredamento di recupero, per personalizzare e dare vita alla sua casa.

Composizioni in stile boho chic

Lo stile di Imma è sicuramente legato all’ambito boho chic. Allo stesso tempo semplice e ricercato. Ama e privilegia i materiali e colori naturali, seguendo i colori delle stagioni. Utilizza molto il verde come l’eucalipto e l’edera, il legno come elemento strutturale e decorativo. Affianca ai fiori freschi anche il fiore secco, ancora poco utilizzato ma di grande effetto. Predilige composizioni aperte, un po’ spettinate, a quelle classiche più compatte e composte.

Professione fiorista

Nel 2016 per Imma è l’anno della svolta. Il negozio di abbigliamento in franchising decide di chiudere il punto vendita e le propone un nuovo ruolo in azienda, che lei rifiuta, per la volontà di riprendere in mano la propria vita. Comincia quindi un periodo in cui alterna lavori saltuari a corsi di formazione e specializzazione.

Corsi per fioristi: tempi e costi

Tre sono gli istituti che Imma ha frequentato. Il corso base alla Virna Picinali Flower School di Casnigo, (Bg), altri corsi sia di base che di specializzazione dell’associazione Mastrofioristi nella sede di Monselice (Pd) e l’Italian Design Institute nella sede di Roma. Negli anni ha partecipato ad altri corsi su tematiche specifiche sempre alla Flower School di Virna Picinali. Per questo percorso di formazione, che nel complesso ha occupato circa 4 mesi, Imma ha speso sugli 8mila euro.

Consigli utili per aprire un negozio di fiori

Nell’agosto del 2018 Imma apre la fioreria. Un’esperienza che ha significato acquisizione di consapevolezza, sotto vari punti di vista.

  1. Passione vera. Il primo e più importante è che i fiori sono il suo ambiente naturale e quello di cui si vuole occupare nella vita, nonostante le difficoltà che ci possono essere o essere state.
  2. Stile personale. Altra conferma è che il suo gusto può piacere: Imma propone un fiore diverso da quello classico a cui ancora, almeno qui in zona, non siamo abituati, e avere riscontro che questa possa essere una strada che ha pubblico è stato fondamentale.
  3. Esperienza sul campo. L’avventura della fioreria le ha però insegnato che prima di aprire il proprio punto vendita, oltre alla formazione in aula (anche se molto pratica), è necessario fare esperienza sul campo da un altro professionista, per capire meglio quali siano le complessità e i “trucchi” della gestione pratica quotidiana.
  4. L’importanza della location. La necessità di studiare bene il proprio pubblico potenziale, ed investire nella location più adatta. Un modello di business che ha bisogno di tempo per crescere. Purtroppo, nel caso della fioreria di Imma, anche l’avvento del Covid, ad un anno e mezzo dall’apertura, non ha aiutato, costringendola alla sofferta decisione di chiudere il negozio.

Fiorista senza fioreria grazie ai social

Dalla chiusura del negozio, Imma non è mai stata ferma: ha collaborato con altre fiorerie e svolto lavori saltuari, capendo sempre più come il suo stare bene si trovi nel potersi esprimere con i fiori, secondo il suo gusto. 

Lavorare con i fiori senza un negozio fisico

Così, a marzo di quest’anno, Imma riparte con Rifiorì, il suo nuovo marchio. Ad accompagnarla in questa nuova avventura c’è Elena, che già in precedenza l’aveva supportata nella parte “social” del negozio.

Vedendo in lei del potenziale inerme e anche un po’ di tristezza nell’aver abbandonato il proprio progetto, le ho proposto di provare a ripartire puntando tutto sulla promozione social e senza un negozio fisico. Imma ha accettato, consapevole di poter mettere così a frutto l’esperienza acquisita, sia in termini pratici lavorativi che di gestione dei costi e identificazione dei propri obiettivi.

Elena – social & web manager

Composizioni floreali consegnate a domicilio

Ripartire con un’attività di fiorista senza però la vetrina di un negozio fisico? Dopo l’esperienza del negozio, Imma, aiutata da Elena, ha cercato di capire quali potessero essere le modalità migliori per farlo in termini di costi e benefici, consapevoli che fosse necessaria quanto mai in questo periodo un’estrema cautela negli investimenti.

Ecco come ha fatto Imma.

  1. Brand. Restyling grafico che desse nuova vita all’eredità del negozio: un nuovo logo, un nuovo concept.
  2. Profili social. Aggiornare pagina Facebook e profilo Instagram per trasmettere e valorizzare tutte le idee attraverso i canali social, essendo questo, per il momento, ancora un secondo lavoro. Trasmettere la passione per i fiori, alcune indicazioni pratiche per la loro cura e conservazione, ma anche qualche spunto e consiglio per l’allestimento di eventi o di casa.
  3. Sito web. Non è fondamentale, ma diventa una vetrina professionale e ulteriore in cui presentare i propri servizi e contatti. Basta un sito web semplice e diretto, come quello di Imma.
  4. Ottimo rapporto con i fornitori. Grazie all’esperienza pregressa del negozio, Imma poteva contare su un rapporto già ottimo con i fornitori, che hanno accolto con piacere questa nuova avventura.
  5. Stile distintivo. Quella di Rifiorì è una proposta moderna, orientata verso le tendenze floreali boho, diversa da quella che solitamente viene presentata dai competitor in zona.
  6. Stagionalità. Proposte diverse ogni settimana, in linea con la stagionalità dei fiori e con un’attenzione particolare alle ricorrenze che vedranno l’avvicendarsi di collaborazioni con partner del territorio. 
  7. Impronta green. Predilezione per l’utilizzo di materiali riciclabili o riutilizzabili, evitando l’impiego della plastica nelle composizioni, con un occhio all’ambiente.
  8. Vendita solo online e su ordinazione.

Fiorista per passione inseguendo il lavoro dei sogni

L’obiettivo nel breve periodo per Imma e il suo Rifiorì è di riuscire a farsi conoscere e promuovere i propri prodotti. Ogni guadagno viene in questo momento reinvestito in questo ambito e nella progettazione e ideazione delle novità. 

A lungo termine, la speranza è quella di arrivare a rendere questa attività quella principale, per poter continuare a frequentare corsi di specializzazione e aggiornamento e rinfrescare continuamente le proposte. 

Consigli per chi vuole diventare fiorista oggi

Ho chiesto a Imma cosa consiglierebbe a chi insegue oggi la sua stessa passione. Questo il suo “vademecum”:

  1. Avere tanta passione per il mondo dei fiori.
  2. Seguire più di un corso di formazione e specializzazione, per imparare adeguatamente le basi e in seguito trovare il proprio stile.
  3. Fare molta esperienza pratica prima, sia per acquisire manualità che per imparare la gestione quotidiana del lavoro e delle materie prime, che sono velocemente deperibili.
  4. Consapevolezza che per raggiungere i propri obiettivi ci vorranno molto tempo e dedizione.
  5. Fare questo lavoro vuol dire anche dedicare molto tempo alla ricerca di nuove idee, in termini di composizioni ma anche di utilizzo di materiali differenti e delle novità del settore, per fare proprie le tendenze e proporre composizioni e allestimenti innovativi.
rifiori-logo

Rifiorì è il nuovo marchio da cui è ripartita Imma

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